Inedito esercizio poetico…non inserito nel romanzo

Letterina di una trottola…

Sin da quando ebbi improvvisi natali

Sin da piccina e da grande che sono;

In ogni romanzo di destini fatali

Che lenti nell’aria vaghi risuonano

Un dio sbadato concesse una sorte

Di immagini rapide folgorante frastuono!

Per me fur create sensazioni distorte

Lampi di tutto che inseguon se stessi

Come pesci affollati nell’unica rete;

Abbaglio accecante di vibranti riflessi

È questa mia vita mai ferma un momento

Resa incostante da tratti ormai flessi

Di linee continue di un intreccio contorto.

Il mondo è per me un orizzonte ricurvo

Che viaggia su un punto sempre ritorto

Un profilo sfuggente che mi rende ormai salvo

Nella media lineare della vita comune

In cui ogni forma è cella di un favo

Scavato nel fetido di un nero bitume

Da api operaie stanche di vita

Che giaccion in un solo, falso barlume

Come una bolla di un’acqua fatata

Mostra la corsa di colori agitati

Come realtà quanto incantata,

Così si distendon da quando son nati

Percezioni e ricordi che sanno di eterno

Lungo le sponde dei miei turbinati.

Bello in tuo mondo gli altri asseriscono

Sempre diverso in ogni momento

Pasticcio di luci senza contorno

Che lascian ogni istante nuovo sgomento.

Per quanto sia vera ogni accezione

Loro non sanno quanto è cruento

Quel mondo invidiato senza ragione,

Che pur sempre cambiando da attimo ad attimo

Ruota perenne nella stessa direzione.

È in quel ruotare che il diverso va in fumo;

ed in quella corsa che non arresta e non cambia

io divengo parte e non uno.

Ma la sorte è solo un destino che varia

Dominata dall’impeto d’un sogno ribelle

Duro come la più forte arenaria

Che spalanca le porte di un cielo di stelle,

Ove a ruotare decido la strada

Invertendo la marcia dettata da un folle.

Come la trottola anch’io in nome d’ananda

Riporto a ritroso la corsa del tempo

Ritrovo emozioni che quella strana filanda

Di parche e di seta avea compunto

Intra l’intreccio di un sublime per sempre.

In quella meraviglia d’eterno in un punto

Ecco il primo vibrare si scopre;

Una canzone d’incanto riascolto e concedo

Che nell’anima un pianto ora riapre

Ed ancora smarrito, volendo e sognando

Ritrovo una bimba, i suoi occhi che apre,

un prato, le corse e poi dei fiori cingendo

come corona quella piccola testa

che libera vaga ancor sorridendo

di nuovo quel quadro di una festa passata

che ora dipingo coi miei desideri

sperando che sia non di offesa, mia amata

ma solo espressione di interni voleri;

che mostri l’incanto di ogni illusione

vissuta ogni volta nei “vorticosi” pensieri.

E poi son parole, vele e passione

Tramonti di mari, sublimi ed eterni

Letter, scalini e lacrime insane

Versate su fogli, libri e quaderni.

Di essi una parte ancora ti dono

Fai che non sian ancora gli inferni.

Riprendo scrivendo mutato in ciò che sono

Mentre ritorni ad una vita mai andata

In una sera muta di ogni suo suono

Incontrerai, tremando, una stella calata

Ora risorta in due corpi riuniti

Mentre rimpiango la vita straziata

Tu rivivrai gli anni passati

Tutti gli istanti in un solo momento

Io? Credo nei miei come mai nati.

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